Pubblicato il 22/02/2018

Birra, una breve storia dei primi sorsi

Fresca, schiumosa e dissetante, la birra è una delle bevande alcoliche più diffuse al mondo assieme al vino e, al pari del suo alter ego, può vantare una storia lunga e gloriosa.

Per risalire alle prime tracce della birra bisogna infatti andare indietro fino ai tempi degli antichi popoli della Mesopotamia. I sumeri infatti la usavano per le cerimonie religiose e punivano chi non rispettava la sua produzione, come rinvenibile nel Codice di Hammurabi, per poi ritrovarla ancora presso gli assiri e addirittura gli egizi che la impiegavano anche come medicina.

Naturalmente tale bevanda si diffuse anche in Grecia, per lo più presso i cretesi, ma non riscontrò molto successo e neanche l’invasione culturale dei romani cambiò il risultato. Gli antichi romani, infatti, la definirono Vinus Corruptus perché la ritenevano non essere all’altezza del vino che erano soliti bere e, per tale motivo, venne etichettata come corrotta.

In tutto ciò non vanno dimenticati i popoli germanici e scandinavi i cui grandi boccali in legno e ferro comparivano spesso nelle raffigurazioni e nei racconti dell’epoca, pensate alle grandi tavolate vichinghe imbandite in onore della vittoria e del dio Odino. Boccali che tornano a brindare ancora oggi, colmi del biondo nettare, per la tradizionale Oktoberfest che va avanti sin dai primi anni dell’Ottocento attirando turisti e curiosi da tutto il mondo.

Comunque sia è proprio grazie a queste popolazioni, senza scordare quelle celtiche ovviamente, se la birra si è poi espansa in tutti i territori dell’Europa di allora.

In seguito, con la diffusione dei monasteri cristiani, si raggiunge tutto un altro livello perché costituirono i primi veri e propri protocolli di produzione che ponevano l’accento su igiene, ingredienti e tutte le altre caratteristiche che fanno di una birra una bevanda degna di tale nome.

A tal proposito, Santa Ildegarda da Bingen (1098 – 1179), un personaggio abbastanza singolare all’interno della religione e della botanica tedesca, definì lo stesso luppolo, uno degli ultimi ingredienti aggiunti alla birra, come un potente conservante anche se poteva indurre il bevitore più incline alla malinconia a causa delle proprietà stesse di tale pianta. A proposito di luppolo è opportuno ricordare come il primo nome della birra fosse cervogia, ovvero una bevanda senza luppolo.

In seguito con il Reinheitsgebot di Guglielmo IV di Baviera del 1516, letteralmente “decreto di purezza”, si stabilì come la birra dovesse essere prodotta con solo ed unicamente tre ingredienti quali acqua, malto d’orzo e luppolo.

Passano i secoli e la birra è praticamente ovunque, anche nel Nuovo Mondo, ma c’è ancora qualcosa che manca.

Il chimico e biologo francese Louis Pasteur (1822 – 1895) infatti giocò un ruolo fondamentale in tutta questa lunghissima storia perché, tra i vari studi da lui condotti, si concentrò molto sulle anomalie della fermentazione della birra che la rendevano più soggetta a vere e proprie “malattie”. Malattie che si presentavano addirittura in misura maggiore rispetto al vino. Come facilmente intuibile dal cognome egli è stato il padre del metodo di “pastorizzazione” della birra, una vera e propria manna dal cielo per appassionati ed intenditori.

Un altro grande nome che non va assolutamente scordato, soprattutto in campo Forst, è quello del mastro birraio bavarese Josef Groll (1813 – 1887). Groll divenne infatti il padre della prima birra chiara,  Pilsner, nel 1842 grazie all’impiego di una particolare combinazione di malto chiaro, luppolo aromatico ed acqua molto dolce.

Solo pochi anni dopo questa data significativa è il turno di scendere in campo per un altro grande nome, Forst. È infatti il 1857 quando due imprenditori meranesi, Johann Wallnöfer e Franz Tappeiner, fondano questo marchio grazie alle peculiarità del loro territorio come la purezza dell’aria e la limpidezza dell’acqua di montagna. Così, nel 1863, Josef Fuchs acquista il terreno e la fabbrica di birra incrementando la produzione e dando lustro al marchio nonché inizio alla storia di una gloriosa generazione. Una generazione, ormai giunta alla quarta grazie a Margherita Fuchs von Mannstein, che non ha mai smesso di gestire con passione ed impegno l’impero Forst.

Venite dunque a gustare il sapore della storia e della tradizione birraia a Trento presso il Ristorante e Birreria Forst!

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