Pubblicato il 25/02/2019

La birra Bock: che i boccali ne trabocchino!

Se si pensa alla birra che cosa ci può venire in mente? Tavolate di tedeschi e turisti alla tradizionale Oktoberfest, monaci trappisti con pesanti boccali all’interno di antichi monasteri, vichinghi che brindavano al successo di una razzia compiuta sui loro drakkar. Beh, la birra è sia tutto questo che molto di più.

Se scorrete all’indietro le “pagine” di questo blog, troverete infatti uno dei nostri primi articoli che narra della genesi di questo biondo nettare. L’avete già letto? Bene, allora proseguiamo tutti assieme con la lettura!

Di birre, si sa, ce ne sono davvero a bizzeffe, ma non vorrete mica dimenticare il sapore forte ed il carattere altrettanto tosto delle Bock vero? Lo immaginavamo. Prima di tutto va detto che il termine “bock” in tedesco significa “caprone” ed è proprio per questo che queste birre hanno l’immagine di questo fiero animale sulle bottiglie. La città di origine di tali birre era infatti Einbeck e tale decisione potrebbe dipendere da due fattori. O si è trattata di una storpiatura del nome, oppure è perché venivano prodotte seguendo delle antiche usanze pagane sotto il segno del Capricorno (sempre di un capro si tratta anche se è in cielo). La spiegazione mistico – religiosa però è applicabile anche al Cristianesimo. Oltre alla diceria che addirittura Martin Lutero ne bevve durante la Dieta di Worms (1521), tale birra era prodotta in occasione di festività come Pasqua e Natale dai monaci cattolici tedeschi. Ovviamente la vita monastica non era certo una passeggiata e, durante i loro periodi di digiuno, i religiosi riuscivano a reggersi in piedi grazie ai suoi sapori ed alla sua consistenza.

Va poi ricordato che all’epoca tale birra era preparata anche con una speciale miscela di grano ed orzo. Il processo di lavorazione era piuttosto lungo, ma il tempo era una cosa che non mancava di certo ai monaci. Dopo questi anni che potremmo dire “felici”, tale birra sembrò subire un “arresto” nel ventesimo secolo, poiché venne ingiustamente accusata di essere prodotta con i fondi. Un’accusa totalmente infondata perché gli avanzi dei normali ingredienti non sono certo riutilizzabili e non sono neanche ammessi dal “Decreto di Purezza” di Guglielmo IV di Baviera. Al massimo alcuni birrifici hanno usato degli ingredienti di bassa qualità, ma non si sarebbero certamente azzardati a commettere un tale scempio!

La Bock tradizionale è quindi una birra maltata dal sapore deciso e tostato con richiami ad erbe montane e miele, ma esistono anche altre variabili. La Maibock è la sua versione più chiara e leggera, la Doppelbock è invece una specialità della Baviera, mentre la Eisbock è la più alcolica (parte dal 9% ed arriva fino al 14%), che trae il suo nome dalla “distillazione a freddo”. Ricordiamo dunque che “eis” vuol dire “ghiaccio”. Un prodotto simile si può ritrovare anche in Portogallo, ma in questo campo la Germania rimane imbattibile.

Per quanto riguarda gli abbinamenti sono molto consigliati quelli a base di carne di maiale, pesce, formaggi stagionati, ma anche una bella torta di mandorle. Venite dunque ad assaggiare le varie combinazioni qui da noi al Ristorante Birreria  Forsterbräu di Trento, dove potrete trovare la nostra famosa Heller Bock, concepita attraverso un originale sistema di produzione a due miscele e fermentata in modo classico!

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