Pubblicato il 30/04/2019

Würstel: un viaggio dalla Germania a New York

Immaginiamoci la Baviera durante il mese di ottobre e poi una tranquilla giornata a New York, che cosa hanno in comune a parte l’essere delle rinomate località estere? Nella prima, durante la tradizionale Oktoberfest, scorrono fiumi di birra accompagnati da generosi piattoni di würstel caldi tipici dell’area bavarese. Nella seconda, invece, è tipico dell’immaginario collettivo sedersi su una panchina di Central Park per farsi uno spuntino all’aria aperta in compagnia dell’immancabile hot dog.

“Stereotipi” culinari e culturali a parte, il würstel accompagna le abitudini alimentari di buona parte dell’Europa Centrale e Settentrionale senza dimenticare, ovviamente, il Nord Italia e le zone del Trentino Alto – Adige. Se si parla di globalizzazione, la Coca Cola è la prima cosa che viene in mente di solito, ma cerchiamo di analizzare un altro alimento diffusissimo senza perderci in trattati di economia politica o monetaria.

Derivante dalla parola tedesca wurst, ovvero salsiccia o insaccato, il würstel ha una storia che ha origine già dalla prima metà del Quattrocento. Pare infatti che sia nato dalla necessità di non sprecare la carne del maiale, si sa che non si butta via mai niente del verro, per far fronte ai rigidi inverni della Baviera. Una esigenza simile l’abbiamo già vista più e più volte, nel corso di questo blog, in svariati piatti trentini come gli arcinoti canederli. Stando ad un antico documento, datato 1432, già all’epoca vi erano delle precise regole di preparazione del würstel, come abbiamo visto nell’articolo riguardante la birra (del resto birra e würstel sono da sempre un’accoppiata vincente, no?). Era inoltre prevista una multa decisamente salata per chi sgarrava, ben un giorno di stipendio! Bisognava dunque usare solamente le carni più pure con le giuste quantità e qualità.

Da lì in poi i würstel si sono diffusi praticamente a macchia d’olio in tutti i territori europei, giungendo fino a noi, differenziandosi per tipi, colori, dimensioni ed accostamenti a tavola. Birra, crauti e patate la fanno da padroni, ma anche in un semplice pezzo di pane con un po’ di ottima senape (avete già letto il nostro articolo in merito?) fanno la loro “porca” figura. Bolliti nell’acqua calda, fritti, impanati, fatti a dadini, con un trionfo di salse o serviti lisci i würstel sono in grado di illuminare una tavola più delle luminarie del Santo Natale, portando allegria e sazietà tra i commensali.

Avete notato come in una grigliata all’aperto sono tra i primi cibi che scompaiono nell’arco di pochi minuti? Scommettiamo però che c’è un würstel in particolare che chiunque avrebbe difficoltà a finire in poco tempo, ovvero il mastodontico Mainfränkische Meter Bratwurst? Esatto, avete capito bene, si tratta di un vero e proprio würstel di un metro, inventato dal macellaio bavarese Lawrence Starka dopo una conversazione con uno dei suoi clienti. Quest’ultimo sosteneva infatti di poter mangiare un würstel di un metro in pochissimo tempo, e meno male che è stato preso in parola! Anche oggi tale würstel è oggetto di competizione.

Se volete dunque assaggiare i nostri würstel in tutte le loro gustose varianti, comprese quelle del biondo nettare, allora venite a trovarci al Ristorante Birreria Forsterbräu di Trento!

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