Pubblicato il 26/06/2018

Tonco del pontesel, un piatto fra mito e tradizione

Il Trentino – Alto Adige è un luogo pieno di tradizioni e leggende che ben rappresentano la storia della popolazione e tutto quello che ha passato tra fame, povertà, guerra, ma anche tanto ingegno e senso dell’umorismo che si legano perfettamente alla cucina trentina. Un esempio? È presto detto!

Oggi tratteremo infatti di un piatto tipico trentino, gustabile in molte delle valli che rendono questa regione unica, ovvero il delizioso “Tonco del pontesel”.

Si tratta di un piatto povero della cucina locale e consiste in uno spezzatino a base di lucanica fresca, farina, brodo, spezie varie e carni miste. Da servire ben caldo e saporito, il tonco del pontesel si accompagna alla perfezione con un buon bicchiere di rosso trentino, come il Teroldego oppure il Marzemino, oppure con una birra doppio malto Forst Hellr Bock, ed è anche un ottimo intingolo, o condimento, per le patate lesse e la ben più classica polenta.

Piatto povero, come i canederli o il gulasch, dei quali vi abbiamo già parlato in questo blog, il tonco del pontesel ha una storia alla base molto curiosa e che ben rispecchia lo spirito di adattamento dei trentini nei confronti delle difficoltà.

La leggenda narra infatti di un pranzo in famiglia da una tale signora di nome Agatina che si trovò a dover sfamare un gran numero di parenti e, come se non bastasse, anche l’anziano suocero. Pare che per il pranzo la signora Agatina avesse optato per un sano e robusto spezzatino di carne, ma poco prima che questo venisse servito sulla tavola dei commensali, l’anziano signore dovette correre al bagno. Va qui ricordato che un tempo, nelle vecchie case trentine, il bagno corrispondeva al poggiolo o al terrazzo (in dialetto si dice appunto “pontesel”). Ad ogni modo, al suo ritorno, la famiglia aveva già divorato quasi tutto lo spezzatino perché, affamata e stanca di aspettare, non ce le faceva proprio più. La signora Agatina, sebbene messa alle strette, non si perse d’animo e si fiondò in cucina per preparare qualcosa all’anziano ospite con tutto quello che le era avanzato dalla preparazione dello spezzatino. Prese dunque degli avanzi di carne e li mischiò al brodo ed alla farina stemperata (“brustolin”), in modo tale che il pover’uomo potesse mangiare anche tutto ciò che era rimasto sul fondo del pentolame usato per sfamare il resto della famiglia. L’anziano fu molto soddisfatto e sorpreso da questo delizioso piatto, e dall’inventiva della padrona di casa, che è diventato uno dei cardini della cucina trentina presente ancora oggi.

Un’altra teoria sostiene invece che il termine “tonco del pontesel” stia ad indicare semplicemente il risucchiare il sughetto, ma nell’immaginario collettivo la prima teoria tinta di leggenda funzione indubbiamente meglio.

Ad ogni modo, come già detto in precedenza, il piatto è diffuso in ogni parte del Trentino e può contare su dei veri e propri appassionati come quelli appartenenti alla Confraternita del Tonco del Pontesel.

Se anche voi volete assaggiare questa delizia tutta trentina, vi suggeriamo di venire al Ristorante Birreria Forsterbräu per accompagnarlo con una delle nostre squisite birre.

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